SANGANIGWA CHILDREN'S HOME PROJECT - KIGOMA, TANZANIA

La casa del bambino Sanganigwa
Kigoma, Tanzania
In Tanzania gli orfani di AIDS sono circa 1.000.000:
aiutiamoli a crescere e a credere nel futuro.
Insieme, possiamo offrire ai bambini di Kigoma
una casa, cibo, cure mediche, educazione.

Il Jane Goodall Intitute Italia opera in Tanzania dal 1998 nella regione di Kigoma dove si estende, lungo le coste del Tanganyika, il Parco Nazionale di Gombe. Qui Jane Goodall avviò i suoi studi sullo scimpanzé nel 1960. La tutela della biodiversità non può prescindere dalla lotta alla povertà. Il degrado ambientale, infatti, è particolarmente grave nelle aree più povere del mondo, dove si ricorre intensivamente alle risorse naturali, senza una pianificazione sostenibile, per badare alla propria sopravvivenza quotidiana. Il JGI è presente nella regione con progetti di conservazione, formazione, microcredito, educazione.
Il JGI Italia, in particolare, contribuisce al miglioramento della qualità della vita dei minori disagiati e alla diffusione di una cultura del rispetto dei diritti umani e della conservazione ambientale. Scolarizzazione, formazione professionale e accresciuta capacità lavorativa tra i giovani sono determinanti per lo sviluppo delle comunità più povere. Fattori quali la povertà, la disintegrazione sociale e gli effetti della pandemia da AIDS negli ultimi anni hanno portato in Tanzania ad un aumento della condizione di degrado e vulnerabilità che colpisce in particolare e con andamento crescente i minori. I bambini sono spesso sfruttati, trascurati e subiscono diverse forme di violenza psicologica e fisica sia intra-familiare che istituzionale (scuola). L’obiettivo principale del progetto sostenuto dal JGI Italia è di migliorare le condizioni sociali ed economiche della comunità di Kigoma.
L’Istituto Jane Goodall Italia ONLUS (JGI Italia) attraverso il progetto “Sanganigwa” contribuisce enormemente, a partire dal 1999, allo sviluppo della comunità di Kigoma in Tanzania attraverso il sostegno a centinaia di minori dei Centri di accoglienza “Sanganigwa Children’s Home A and B” nei pressi del Parco Nazionale di Gombe. Oltre a garantire sostegno primario, supporto psico-pedagogico, educazione e formazione professionale, consulenza giuridica, il JGI Italia ha realizzato un’infermeria e una biblioteca. Attualmente sta costruendo dieci case-famiglia per l’accoglienza dei bambini in comunità-famiglia.

"Sanganigwa Children’s Home" si trova in Tanzania, a pochi chilometri dal Parco Nazionale di Gombe, nella regione di Kigoma. Questa regione è una delle più isolate e depresse della Tanzania e la maggior parte della popolazione vive in condizioni di estrema povertà. Nella regione di Kigoma il reddito pro capite annuo è di circa 113 €uro, circa 8 €uro al mese, anche se il costo della vita è relativamente alto: per esempio, un litro di latte costa 0,60 €uro. Inoltre, la regione confina con il Burundi ed il Congo (ex Zaire), paesi sconvolti da anni da guerre civili che hanno causato la presenza di centinaia di migliaia di rifugiati nella regione di Kigoma.

"Sanganigwa", unico orfanotrofio della regione, ospita bambini e ragazzi dai 3 anni di età in su, di diverse etnie e religioni. Le storie che hanno caratterizzato la vita dei bambini prima di giungere a "Sanganigwa" sono diverse tra loro, anche se la maggioranza dei bambini ha perduto i genitori a causa dell’AIDS. Alcuni dei ragazzi più grandi sono giunti a "Sanganigwa" dopo aver vissuto per anni sulla strada senza alcuna prospettiva, adattandosi ai lavori più umili e faticosi.

Sanganigwa è nato nel luglio 1995 grazie ad un finanziamento di NORAD, l’Agenzia Norvegese per la Cooperazione allo Sviluppo, che ha permesso di avviare il progetto, ristrutturare e costruire gli alloggi.
Sin dalla sua fondazione i bambini sono seguiti dalla pedagoga norvegese Astrid Yangaard. 
Nel 1997 il contributo di NORAD terminò e, non potendo la chiesa locale garantire il mantenimento dei bambini, Sanganigwa si trovò abbandonato a se stesso. Da quel momento, Daniela De Donno, biologa e presidente del JGI Italia, prese a cuore la sorte di Sanganigwa e avviò il programma di "sostegno a distanza" in favore dei bambini dell’orfanotrofio, per far fronte alle disperate necessità economiche. Il progetto, infatti, vive da allora del finanziamento di coloro che, sensibili ai temi della solidarietà, si fanno carico di sostenere le spese necessarie al mantenimento dei bambini. Oggi, il JGI Italia è impegnato a sostenere le spese alimentari, mediche, scolastiche e ricreative dei bambini, oltre a contribuire mensilmente al salario di tutti i lavoratori del Centro.
I bambini di Sanganigwa imparano a leggere e scrivere. Durante il resto della giornata sono educati a prendersi cura del loro ambiente: accudiscono gli animali, imparano a coltivare gli ortaggi, assolvono alle faccende domestiche. Dopo una educazione di base, a seconda delle attitudini individuali, i ragazzi vengono indirizzati a studi superiori o all’apprendimento di un mestiere: elettricista, meccanico, sarta.

Sapevi che. .. ...

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Il 90% della forza lavoro in Tanzania si dedica all’agricoltura.

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Le donne in Tanzania devono camminare fino a 6 ore per procurarsi la legna per cucinare per cinque giorni.

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Quasi il 50% della popolazione tanzaniana ha meno di quindici anni.

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Le famiglie nella regione di Kigoma, in Tanzania, hanno un reddito annuale inferiore a 100 dollari (circa 113 €uro), quando mandare un ragazzo/a alla scuola media costa 70 dollari (circa 80 €uro) all’anno.

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Un cittadino americano consuma quanto 179 cittadini tanzaniani.

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Il costo minimo per sostenere un bambino presso l'orfanotrofio Sanganigwa (Tanzania) è di 51 €uro al mese.

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In media, una persona in Tanzania vive 46 anni, mentre in Italia 30 anni di più.

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Il 67,8% della popolazione in Tanzania sa leggere, ma solo il 56,8% delle donne sa leggere e scrivere.

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La maggior parte dei bambini in Tanzania parla almeno due lingue: il dialetto tribale e la lingua nazionale (swahili), oltre a studiare inglese a scuola.


Mrs Astrid Yangaard
fondatrice di Sanganiwga con i bambini

Il presidente Daniela De Donno
con i bambini

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